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Con convinzione avevo preso in considerazione di scrivere un racconto che trattasse di messe nere. Periodo  giugno 2006.
Addentrato non lo ero, ma c'era entusiasmo di portare avanti questo progetto.
Per prima cosa, cercai articoli di quotidiani su Internet, ne trovai abbastanza,  concisi sui fatti accaduti e non mi erano utili. Mi recai in una libreria specializzata e acquistai sotto consiglio del proprietario, tre volumi di ben consistenti di pagine, questo persona socievole, dialogammo per brevi minuti, ma non accennai  all'utilità  di ciò  che avevo comperato.
Trascorsi tre giorni a sfogliare quei libri per apprendere le prime nozioni basilari sulla demonologia, necromanzia, stregoneria e altro che riguardava le scienze occulte.
Urgevano altre notizie, andai in due biblioteche importanti, ma anche in queste assai dispersive le ricerche.
Nel riflettere, la lampadina che si accende, una conoscenza di vecchia data, un paleontologo appassionato di cartomanzia. Per telefono prendemmo appuntamento per il giorno seguente.
Con tale incontro, per me si erano aperti degli spiragli, e in seguito ampliai i contatti con altre persone in email, lui mi aveva suggerito degli agganci validi, e le persone ubicate in varie città di altre nazioni,  contattarli fu semplice e veloce spedendo delle e-mail. Qualcosa concretizzai, anche se in alcuni ci fosse molta reticenza a parlare di certi argomenti , visto che avevano a che fare con uno sconosciuto, però chiarii subito il mio interesse, volevo soltanto scrivere un libro.
Nel frattempo iniziai ad abbozzare il racconto. Il protagonista, ben delineato, un paroliere di canzoni ed anche fotografo, l'inventiva non mi è mai mancata. Buttai giù di filato le prime pagine.
Più di trenta giorni durò quella corrispondenza, sufficienti coloro che mi concessero fiducia, sei persone. Qualcosa di sostanzioso ora lo avevo, le notizie ricevute da  persone differenti, collimavano e mia deduzione, qualcosa di vero c'era. Due di questi mi annotarono in e-mail alcuni siti in Internet, per fare ulteriori ricerche. Più che altro siti inglesi e  un paio spagnoli.
Ormai avevo attinto abbastanza, e nel caso avessi necessità di ulteriori contatti, sapevo dove rivolgermi.  Ero entusiasta, e pure scettico e quel tanto sconcertato di ciò che ero venuto a conoscenza, però  il bene e il male si contrappongono. 
In quei libri acquistati, sempre a portata di mano sulla scrivania, avevo approfondito la gerarchia completa degli "spiriti infernali". Lucifero l'imperatore, Belzebù principe, Astaroth granduca, Satanacchia gran generale, i ministri e seguiva il contorno, nomi strani, Fleureretiy, Sargatanas, Biliul e tanti altri che riempivano un esercito notevole, tutti demoni.
Per terminare il racconto corposo di pagine ho impiegato cinque mesi. 


Inserisco alcune pagine di cui ho accennato. "La Dea dei talismani". © paul manner  


Durante un fine settimana il protagonista, Gabriele, invitato in Umbria  dall'amico Giancarlo, un attore di età più grande e proprietario di una casa in una località umbra, che utilizza raramente, per entrambi amicizia di vecchia data.
In quel weekend il protagonista viene coinvolto dall'amico in una situazione che non si aspettava.



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